8/2020 adotta… più o meno… uno studente universitario

Carissimi amici, eccomi per l’apertura di una nuova proposta per l’anno accademico 2020-2021!!

Finalmente, dopo mesi, le università in Sud Sudan hanno riaperto, e domenica riapriremo anche le chiese!!! L’apertura delle università rimette in moto molti aspetti della nostra missione e soprattutto il programma di “UNIVERSITY SCHOLARSHIP” che ci permette di mantere all’università numerosi studenti.

Certo un programma strano per alcuni, mi si chiede come mai non preferisca finanziare bambini o donne o poveri, o investire maggiormente sul programma Cibo per Juba o ancora su quello dei ragazzi di strada e l’orfanotrofio. Sono scelte tutte belle e sante e ciascuna con i suoi pro e contro.

Aiutare un ragazzo o una ragazza a studiare all’università è un modo assai concreto di aiutare più persone contemporaneamente e soprattutto anche di garantire un futuro migliore a chi riesce a terminare gli studi.

Gli studenti che aiutiamo non sono tra i più poveri dei poveri di Juba. Questi più poveri tra i poveri, li troviamo per strada e li aiutiamo in altra maniera. I nostri studenti sono per la maggior parte parrocchiani con una famiglia alle spalle che certo non può permettersi di pagare le tasse universitarie. Sono ragazzi e ragazze giovani, con la loro voglia di uscire il fine settimana, di avere un cellulare, dei bei vestiti e tutto quello che un giovane può desiderare e che qui, troppo spesso, la guerra ha portato via. Lo studio non è un surplus, è una vera opportunità ma, purtroppo, non per tutti.

In media le tasse sono di circa 170 euro all’anno e, come missione francescana, offriamo 120/140 euro l’anno. Il resto deve venire dalla famiglia dello studente che si deve impegnare per ottenere quella somma mancante.

Ecco a voi alcuni dei beneficiari dei nostri scholarship:

Chi studia marketing oppure frequenta i corsi per diventare un find-riser sicuramente boccerebbe subito questo post. Questi ragazzi sono ben nutriti, ben vestiti, sorridenti, belli, sembrano quasi più modelli o attori in quale pubblicità piuttosto che ragazzi che non possono permettersi di studiare all’università. Ma una cosa non ci si deve scordare. A nessuno piace apparire povero, misero. Vivono in capanne di fango e il tetto in lamiera, i vestiti li custodiscono perfettamente nei loro bauli e quando vengono in parrocchia o sanno che devono fare una foto, si mettono il meglio di quello che hanno. La carità non può essere sempre stimolata da un estremo bisogno, da un’apparenza misera o sconvolgente da vedere, no!! La carità nasce prima di tutto dalla dignità umana e questo è ciò che questi ragazzi vogliono far vedere.

Se qualcuno tra voi lettori, desiderasse aiutare un ragazzo o una ragazza sorridente, che spera di poter studiare o continuare a studiare all’università a Juba, dovete semplicemente mandarmi una mail al ofmjuba@gmail.com e spiegherò tutto nei dettagli.

Un grazie di cuore a tutti voi che ci sostenete in tantissimi modi diversi

Pace e ogni bene

fr. Federico Loro Gatluak

7/2020 – Aggiornamento dalla Missione

Cari amici, da molto che non scrivo, nonostante la chiusura delle Chiese siamo sempre molto impegnati nella nostra missione. La povertà non conosce chiusure e la carità va sempre vissuta e di carità voglio parlare.

Qualche tempo fa avevo invitato a supportare il FOOD PROGRAM. La situazione, già drammatica nel paese è peggiorata e così sia poveri in parrocchia che nel campo degli sfollati hanno chiesto un aiuto. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa. La settimana scorsa sono andato al campo degli sfollati e abbiamo distribuito cibo ai più poveri tra i più poveri dei poveri. Ad attenderci c’erano zoppi, ciechi, malati di ogni genere, c’era chi è entrato in cappella camminando a gattoni, chi sulla sedia a rotelle ed era aiutato da alcuni amici e familiari…. sembrava di essere a Lourdes ma senza la speranza della guarigione, senza le piscine, senza dottori e senza una bella cattedrale e la grotta per la preghiera, ma solo la cappella fatta in canne di bambù e il pavimento in terra battuta. GRAZIE, grazie a coloro che ci hanno permesso di sfamare questa gente.

La missione prosegue anche col suo gruppo PGP – Peace and Good People – servendo i ragazzi di strada e curandoli dalle loro numerose ferite. Il numero dei ragazzi di strada è cresciuto e così le loro necessità. Per questo motivo tutti insieme abbiamo deciso di uscire due volte alla settimana, il mercoledì e il sabato pomeriggio, in più per i casi gravi offriamo un servizio di “ambulanza” in qualche clinica per una cura più costante delle ferite. Questo raddoppio dell’attività crea anche un raddoppio delle spese, ma la Divina Provvidenza non ci abbandona e contiamo sulle vostre preghiere.

L’11 di agosto era la festa di Santa Chiara e, come fraternità di Frati Minori, insieme ai nostri PGP, siamo andati a trovare gli orfani a CASA SANTA CHIARA. E’ stato un momento semplice, di condivisione di una breve preghiera, di canti, danze e ovviamente anche di torte popcorn. Al momento a casa Santa Chiara abbiamo 46 ospiti. Il più piccolo ha solo nove giorni ed è stato trovato abbandonato nell’immondizia con ancora il cordone ombelicale attaccato, coperto di insetti e di morti di topi. Per fortuna è una piccola roccia, ed ora sta benissimo.

Ancora una volta grazie e pace a tutti voi che ci seguite da vicino e da lontano.

Pace e ogni bene

Fr. Federico Loro Gatluak

6/2020 Senza Parole

Credo che “senza parole” sia il titolo più azzeccato per questo breve post. Qualche tempo fa vi avevo parlato del piccolo Lofu, il ragazzino sordo muto con difficoltà di deambulazione che tutti i giorni viene nella nostra parrocchia. Arriva in ufficio e lo si sente arrivare perché “urla” BA BA BA BA BA…. quasi in continuazione, poi una volta arrivato tace. Già, tace perché non sa parlare, comunica solo con gli occhi e con le mani fa capire quando si vuole lavare, bere, mangiare oppure guardare un film. Si siede in ufficio e in silenzio guarda cartoni animati, anche se ultimamente è andato in fissa per Avatar e chissà se si identifica con il protagonista che non può camminare, ma quando si collega al suo Avatar, corre, salta e vola… Guarda tutto in silenzio e solo ogni tanto gli scappa un verso, espressione di una qualche emozione.

In questi giorni l’ufficio è chiuso per la festa di EID MUBARAK, ma per Lofu non ci sono giorni di chiusura. Dopo qualche minuto in giardino, da solo, si è incamminato con la sua camminata da ragnetto, verso la grotta della Madonna. Arrivato davanti alla statua si è inginocchiato e, credo, si è messo a pregare (?). Ovviamente non ha mai sentito nessuno pregare, non conosce nessuna preghiera, è sordo e non sa usare parole… SENZA PAROLE… eppure è stata un scena che ci ha colpito moltissimo. Ora anche un grazie a S.A. che è stato pronto a scattare due immagini stupende che voglio condividere.

Che sia un piccolo miracolo o no, è stato comunque incredibile.

Pace e ogni bene

Abuna Federico Loro Gatluack

5/2020 Da casa Santa Chiara

Oggi ho fatto un’altra breve visita a Casa Santa Chiara e condivido alcune foto.

Eccoci con la prima, non chiedetemi il nome della bimba… è l’ultima arrivata nella nostra casa. Appena arrivata era piccolissima e magrissima, sembrava un ranocchio o un ragnetto… si può dire? E’ politically correct? Mah, l’importante è farvi sapere che sta benone e le piace mangiare… non osate avvicinarvi al suo piatto!

In questa seconda foto invece siamo con Loking, la sua storia è stata scritta qualche tempo fa, sta migliorando e imparando a camminare senza le stampelle, speriamo che presto possa tornare a casa nel suo villaggio.

Alla mia destra, sono quello un pò più pallido rispetto a tutti… c’è il piccolo Samuel, arrivato da noi non sorrideva e non parlava assolutamente, sua mamma l’aveva in braccio quando le hanno sparato in volto e così il trauma è stato troppo forte. Col bene che trova a Santa Chiara si sta riprendendo, ma credo che avrebbe bisogno di un sostegno particolare che qui purtroppo non riusciamo a dare. Tuttavia, adesso sorride spesso e canticchia anche troppo.

E poi ecco un altro selfie, io sempre viso pallido, insieme a Chris e un altro piccolo ospite. Incredibile, o forse no, come tutti i bambini vogliano essere presi in braccio

E per finire due delle nostre cuoce; sfamare più di trenta ragazzini da quasi neonati ad adolescenti non è un’impresa facile, ma ci riescono alla grande!

Un grazie di cuore a tutti coloro che, mensilmente o quando possono, mandano un contributo per sostenere Casa Santa Chiara, siete tutti nelle nostre preghiere!

Vi ricordo che se volete ricevere notizie particolari mi potete sempre contattare a ofmjuba@gmail.com

Pace e ogni bene

Abuna Federico Loro Gatluak

4/2020 1,000.00 Mille dollari di cibo

Carissimi amici, sono partito brutalmente con questo post, contro ogni regola del marketing o del fund-raising, ma lasciatemelo dire, l’Africa a volte è brutale. Ci si chiede del perché tanta violenza, della guerra, della fame, della natura che sempre sfida l’uomo e dell’uomo che sfida l’uomo… ci sarebbero tantissime frasi fatte, tanta demagogia, ma alla fin fine la fame rimane.

L’amico mondiale, il Covid19, è arrivato anche qui, ufficialmente facendo la sua apparizione il 6 aprile; da un caso solo siamo oggi a 74, ma ora che leggerete questo post avremo sicuramente nuovi casi. Il tanto discusso Lock-down non sembra essere possibile, le famiglie sono numerose e vivono tutti in piccole capanne, la vita è all’aperto e più del 90% della popolazione campa con un guadagno, guadagno…. quotidiano… Ci sono restrizioni governative, penso che il governo stia facendo sinceramente quello che può ma, come detto sopra, un social distance è a dir poco impossibile: i Bambini continuano a correre per le strade, i momenti di preghiera come i funerali non si possono fermare, il mercato è sempre aperto… Ci sono limiti, pochi, ma che stanno causando non pochi problemi alla gente comune.

Come missione ci siamo mossi e grazie alle offerte ricevute da alcuni amici e parenti siamo riusciti ad acquistare 1000 dollari americani di cibo: olio, sale, zucchero, farina di mais, fagioli, riso. Diverse persone hanno cominciato a bussare regolarmente alla nostra porta e per questo stiamo cercando di rispondere al meglio. La fame è davvero brutta, anche per chi purtroppo la conosce da sempre. Non ci si abitua alla fame.

OVVIAMENTE SCRIVO QUESTO POST COME UNO CHE BUSSA ALLA VOSTRA PORTA PER UNA PICCOLA RICHIESTA DI AIUTO, PER QUANTO PICCOLA E’ SEMPRE GRANDE QUANDO ARRIVA IN QUESTA TERRA DEL SUD SUDAN.

Colgo anche l’occasione per chi ci ha già aiutato e certamente non vuole essere nominato qui, in pubblico, ma lasciatemi “postare” il frutto delle buone azioni di due persone a me care.

Ms. E. grazie al suo aiuto il gruppo PGP – Peace and Good People – è riuscito ad acquistare materiale per fare delle mascherine in stoffa che si possono lavare. Ne abbiamo già fatte più di 100 e voglio per queso ringraziare dr. Lamin B. Sonko che ci ha insegnato come fare queste maschere, semplici ma molto efficaci.

La seconda persona che veramente voglio ringraziare è GM, un nuovo caro amico qui a Juba originario di una terra tanto antica quanto bella. GM ha voluto sfamare i più poveri, ma anche i fortunati che hanno trovato un riparo a Casa Santa Chiara.

E un grazie anche a tutti voi che ci permettete di aiutare, sempre e in ogni circostanza diventando testimoni distante di una bella umanità figli dello stesso Padre.

Se ci volete aiutare mi potete contattare direttamente a ofmjuba@gmail.com oppure holytrinityparishjuba@gmail.com

Pace e ogni bene

fr. Federico Loro Gatluak

3/2020 a little miracle…

Otto settimane fa, per strada, abbiamo incontrato un ragazzo di 23 anni abbandonato e con una frattura esposta alla caviglia. Era da otto settimane da solo senza nessuno a bordo strada senza potersi muovere. Preso dai PGP è stato portato in ospedale e nel giro di due giorni operato. Un’operazione lunga, costosissima, per mettergli sette viti e un tutore esterno da portare per sette settimane.

La settimana scorsa l’abbiamo riportato in ospedale per controllo della ferita e per organizzare una seconda operazione che prevedeva un trapianto della pelle per ricostruire in toto la caviglia.

A sorpresa sei medici, ma non nostra perché ogni giorno lo medicavamo, la ferita era quasi completamente rimarginata, il tutore tolto e le condizioni ottime.

Adesso il nostro amico Loking riesce a camminare da solo con le stampelle. Proseguiremo con medicazioni giornaliere e quando sarà in forza ha chiesto se lo aiutiamo a tornare nel suo villaggio di origine dal quale era scappato per trovare fortuna nella capitale, ma poi era finito a vivere per strada.

Ringraziamo Dio che ci dà la forza di continuare a servire anche casi che sembrano impossibili e tutti i benefattori che col loro aiuto ci permettono di continuare ad aiutare i più poveri tra i poveri.

2/2020 Buon anniversario

Anniversario? Ebbene sì, esattamente oggi 5 anni fa approdai per la prima volta in Sud Sudan. Ricordo ancora il caldo torrido appena uscito dall’aereo, la casa senza elettricità, fratelli ancora sconosciuti… Internet lentissimo…

In questi anni sono cambiate davvero tantissime cose e certamente ho ricevuto più di quello che ho dato. Prima di tutto nomi… Jesus, Masseo, Mario, Marco, Claudius, Leonardo, Joe, Bonaventure, Didak. Fratelli con i quali ho condiviso parte del mio cammino in questa terra di missione.

Poi altri nomi, due in particolar modo. LORO: che è il nome che la tribù Bari mi ha dato nella loro lingua e GATLUAK, nome che invece ho ricevuto dai Nuer.

Poi altri nomi, troppi, di gente incontrata qui e per i quali, per tutti e per ciascuno, c’è sempre un ricordo nella preghiera verso Colui che mi ha chiamato e mandato in questa terra meravigliosa.

undefined cinque anni di noi

1/2020 e si comincia con un “arrivederci”

Un arrivederci sì, ma non al 2019! Quello l’abbiamo fatto il 31 dicembre insieme in parrocchia ed è stato un momento tanto semplice quanto bello. Alle 18.00 celebrazione Eucaristica di fine anno, ma mi sono scordato il Te Deum…. non ditelo al papa. Poi con alcuni giovani siamo stati in parrocchia e alle 23.30 adorazione fino alle 00.00 dove si è esplosi nel canto del gloria ballando e cantando attorno all’altare. Finita la preghiera lo spirito di-vino ha inebriato i nostri cuori…

Il 2020 invece vede subito la nostra fraternità diminuire. Fr. Bonaventura infatti ha lasciato la missione tornando in Polonia per un nuovo cammino della sua vita. Ci/mi mancherà: un bravissimo missionario, un fratello rumoroso in casa e il frigo non sarà più svuotato alla velocità della luce, cose che forse mancheranno.

Un momento della festa organizzata per la sua partenza, qui insieme alle Daughters of St. Paul
altra istantanea della bella serata. Qui con sr. Pushba e cat. John

Altre novità. Il gruppo PGP ha salvato un altra vita. Due settimane fa abbiamo trovato un ragazzo di 25 anni al lato della strada, con una frattura esposta della caviglia. L’infezione gli aveva mangiato buona parte della pelle e del malleolo. Così l’abbiamo portato subito in ospedale e nel giro di un giorno è stato operato. Gli hanno messo sette chiodi, o viti non lo so, e un tutore esterno avvitato in due punti del femore e del piede. Lo dovrà tenere per sei settimane almeno, e poi dovrà fare un altra operazione per il trapianto della pelle. Voglio ringraziare tutti coloro che sostengono il progetto “ragazzi-bambini di strada“. La prima operazione è costata 1000 USD e la seconda lo sarà altrettanto. Loking, questo il nome del ragazzo, è un toposa, viene dall’Est del paese e non parla nemmeno l’arabo di Juba. E’ stato da solo per otto settimane al bordo strada senza la possibilità di camminare, non potete immaginare in che condizioni l’abbiamo trovato. Ovviamente non faccio e non metto foto, non siamo in uno zoo, ma aiutiamo persone. Alcune associazioni che ci vorrebbero aiutare ci chiedono foto di bambini, di poveri o di altre situazioni del genere in modo da facilitare la raccolta fondi. Non è nella mia etica. Questo mi esclude da un buon giro di finanziamenti, ma la dignità del povero, del malato, dell’abbandonato viene prima di tutto. Se i benefattori si fidano di me va bene, non voglio suscitare pietà con foto o video di gente che soffre.

Ora meglio chiudere con alcune foto che riassumono un pò questi ultimi giorni

Questa è una piccola cappella nel villaggio di Kulipapa. Un villaggio abbandonato nel 2016 a causa della guerra. La cappella, abbandonata, viene usata dai militari come riparo e dormitorio… abbiamo bisogno di pace!
Qui sono con Anne, una studentessa di medicina e volontaria PGP, insieme al piccolo Lofu, un bambino sordo e con problemi i deambulazioni che viene in ufficio tutti i giorni per guardare cartoni animati al computer
BUON ANNO A TUTTI

13-2019 notizie da Juba

Cari Amici,

eccomi di nuovo dopo qualche mese di assenza dal blog. I giorni passano in fretta e le cose da fare sempre troppe; però è anche stato un momento di pausa nel vero senso della parola. A fine settembre mi sono recato in Marocco per qualche giorno di incontri con la Conferenza d’Africa (incontro dei superiori francescani d’Africa) ed è sempre un bellissimo momento di condivisione delle nostre diverse esperienze in una terra così diversificata. Il Marocco mi ha messo a dura prova nel resistere all’enorme quantità di noccioline che offrivano…. fallito… penso di aver messo su almeno 4 Kg in nemmeno 10 giorni… se mai mi dovessero trasferire in Marocco sarei rovinato.

Direttamente da Casablanca ho volato su Bristol in UK per delle lunghe vacanze in famiglia. In quasi 5 anni di missione non ero mai riuscito a prendere vacanze un pò lunghe, per un motivo o l’altro ero sempre rientrato missione. Quest’anno per fortuna la fraternità era più solida e così ne ho approfittato. In UK ho staccato da tutto, e mi sono soprattutto rilassato nel non prendere decisioni per quasi due mesi… ebbene sì, una delle cose che più mi stanca a Juba è il prendere decisioni che spesso, ma non sempre, vogliono dire, cambiare la vita di qualcuno, e non esagero se dico anche tra la morte o la vita. In quel tempo di stacco mi sono reso conto come il network di persone che mi circonda, in diverse parti del mondo, sia essenziale per la missione. Da soli come frati non riusciremmo mai a svolgere ciò che facciamo e ad offrire i servizi che diamo ai poveri che ci coronano la nostra vita. Voglio ringraziare M.D. e M.D. in particolare modo!

Al di là di passare del tempo in famiglia mi sono anche preso 5 giorni da solo a Londra. Qui a Juba non si è mai da soli e ogni tanto è una necessità. Mi sono immerso in una folla per tre da solo, quasi contraddittorio ma efficace. Nella capitale britannica mi sono dedicato un pò a me stesso, ho visitato 4 musei e mi sono reso conto di come il Sud Sudan sia una realtà distante nel tempo e non solo nello spazio, di come la bellezza e l’arte siano espressione dello spirito umano che accompagna l’uomo nella sua storia su questa terra, di come la cultura sia parte essenziale per il bene comune. Sempre a Londra ho rivisto una cara amica dopo 19 anni che non ci si incontrava, mi sono fermato in bar a sorseggiare un cappuccino e a leggere un buon libro. Sì, leggere… qui a Juba il tempo è poco. Anche se la sera abbiamo il coprifuoco e ci si chiude in casa, la TV non esiste e internet non funziona a sufficienza, dopo poche pagine crollo in un sonno profondo per la stanchezza accumulata durante il giorno. Ho anche comprato numerosi libri che mi hanno accompagnato fino a Juba e spero veramente di leggere.

I primi giorni di novembre sono stati molto tesi qui a Juba, per motivazioni politiche che non sto qui a spiegare sembrava che il 12 sarebbe ristoppiata la guerra civile in capitale; per fortuna interventi diplomatici internazionali e decisioni politiche locali hanno scongiurato questa catastrofe che speriamo non sia stata solo posticipata. I fedeli cattolici sono stati invitati dai vescovi alla preghiera e al digiuno per la pace.

Il rientro in missione è stato ricco di abbracci e “bentornato” da molti e anche dai più piccoli, in particolare modo da Lofu, un ragazzino sordo e con problemi di deambulazione che ha trovato da noi un’oasi di salvezza. Oltre a Lofu ho sono stato contentissimo di vedere la piccola Clare – Chiara – la prima bambina che i servizi sociali hanno affidato al nostro piccolo orfanotrofio – Casa Santa Chiara – e che solo dopo pochi mesi era stata adottata da una mamma sud sudanese. Qui è possibile l’adozione di un genitore single.

Nella foto Clare insieme a Pitia, un giovane della nostra parrocchia

Come vedete nella foto Pitia, e i ragazzi sulla sfondo, vestono la maglia del gruppo PGP, pronti per andare a servire i ragazzini di strada. In merito a tale gruppo abbiamo anche ricevuto la bella sorpresa di una lettera del papa che ci ringrazia per il modo in cui portiamo il vangelo per le strade di Juba.

Prossime sfide? L’annuale football camp. Quest’anno abbiamo aggiunto una settimana per i più piccoli che giocheranno dal 9 al 14 dicembre. Tutto è pronto: cuoche, allenatori, divise e campo!! Per questa settimana abbiamo quasi 70 bambini iscritti, mentre per le settimane di gennaio sono già più di 120. Se volete sostenerci in questo progetto non esitate a contattarmi (fedgand@icloud.com) con 54 dollari si mantiene un bambino per tutto il campo. Ad ogni partecipante viene garantita una divisa sportiva, un pranzo sostanzioso per tre settimane e soprattutto “la garanzia del diritto al divertimento” che dovrebbe essere un diritto fondamentale e umano per ogni bambino anche in paesi in stato di guerra.

Cari Amici, per ora credo sia tutto. Vi ringrazio per sostenerci con le vostre preghiere e vicinanza.

Salam Takum wa shukran le itakum kullum

Abuna Federico Loro Gatluak

12/2019 PGP si espande

Sempre più fiero dei miei ragazzi. Il gruppo PGP – Peace and Good People, ora si ingrandisce e il nostro servizio non si limita più ai bambini di strada o ai senza tetto, ma anche ai detenuti della prigione principale di Juba. Domenica siamo andati a visitare i carcerati per la celebrazione della Messa e poi ci siamo dedicato al servizio di assistenza dei carcerati stessi. Non posso nemmeno descrivere le ferite che molti detenuti avevano e, ovviamente, non erano assolutamente curate. Così ci stiamo organizzando per un servizio regolare in prigione, proveremo due volte al mese, più ovviamente i sabati per la strada. E’ una forte emozione vedere i giovani prendersi cura, gratuitamente di altre persone. Il bene non ha confini!

Questo ovviamente comporterà un aumento notevole delle spese… se qualcuno ci volesse aiutare…. beh sapete come contattermi.

Ovviamente, e in ultimo ma non per importanza, vi chiediamo di continuare a sostenerci con le vostre preghiere. Credo che siano proprio quelle ad aprirci sempre più nuovi spazi di servizio della carità come il Vangelo ci chiede.

Pace e ogni bene. Fr. Federico Loro Gatluak.