13-2019 notizie da Juba

Cari Amici,

eccomi di nuovo dopo qualche mese di assenza dal blog. I giorni passano in fretta e le cose da fare sempre troppe; però è anche stato un momento di pausa nel vero senso della parola. A fine settembre mi sono recato in Marocco per qualche giorno di incontri con la Conferenza d’Africa (incontro dei superiori francescani d’Africa) ed è sempre un bellissimo momento di condivisione delle nostre diverse esperienze in una terra così diversificata. Il Marocco mi ha messo a dura prova nel resistere all’enorme quantità di noccioline che offrivano…. fallito… penso di aver messo su almeno 4 Kg in nemmeno 10 giorni… se mai mi dovessero trasferire in Marocco sarei rovinato.

Direttamente da Casablanca ho volato su Bristol in UK per delle lunghe vacanze in famiglia. In quasi 5 anni di missione non ero mai riuscito a prendere vacanze un pò lunghe, per un motivo o l’altro ero sempre rientrato missione. Quest’anno per fortuna la fraternità era più solida e così ne ho approfittato. In UK ho staccato da tutto, e mi sono soprattutto rilassato nel non prendere decisioni per quasi due mesi… ebbene sì, una delle cose che più mi stanca a Juba è il prendere decisioni che spesso, ma non sempre, vogliono dire, cambiare la vita di qualcuno, e non esagero se dico anche tra la morte o la vita. In quel tempo di stacco mi sono reso conto come il network di persone che mi circonda, in diverse parti del mondo, sia essenziale per la missione. Da soli come frati non riusciremmo mai a svolgere ciò che facciamo e ad offrire i servizi che diamo ai poveri che ci coronano la nostra vita. Voglio ringraziare M.D. e M.D. in particolare modo!

Al di là di passare del tempo in famiglia mi sono anche preso 5 giorni da solo a Londra. Qui a Juba non si è mai da soli e ogni tanto è una necessità. Mi sono immerso in una folla per tre da solo, quasi contraddittorio ma efficace. Nella capitale britannica mi sono dedicato un pò a me stesso, ho visitato 4 musei e mi sono reso conto di come il Sud Sudan sia una realtà distante nel tempo e non solo nello spazio, di come la bellezza e l’arte siano espressione dello spirito umano che accompagna l’uomo nella sua storia su questa terra, di come la cultura sia parte essenziale per il bene comune. Sempre a Londra ho rivisto una cara amica dopo 19 anni che non ci si incontrava, mi sono fermato in bar a sorseggiare un cappuccino e a leggere un buon libro. Sì, leggere… qui a Juba il tempo è poco. Anche se la sera abbiamo il coprifuoco e ci si chiude in casa, la TV non esiste e internet non funziona a sufficienza, dopo poche pagine crollo in un sonno profondo per la stanchezza accumulata durante il giorno. Ho anche comprato numerosi libri che mi hanno accompagnato fino a Juba e spero veramente di leggere.

I primi giorni di novembre sono stati molto tesi qui a Juba, per motivazioni politiche che non sto qui a spiegare sembrava che il 12 sarebbe ristoppiata la guerra civile in capitale; per fortuna interventi diplomatici internazionali e decisioni politiche locali hanno scongiurato questa catastrofe che speriamo non sia stata solo posticipata. I fedeli cattolici sono stati invitati dai vescovi alla preghiera e al digiuno per la pace.

Il rientro in missione è stato ricco di abbracci e “bentornato” da molti e anche dai più piccoli, in particolare modo da Lofu, un ragazzino sordo e con problemi di deambulazione che ha trovato da noi un’oasi di salvezza. Oltre a Lofu ho sono stato contentissimo di vedere la piccola Clare – Chiara – la prima bambina che i servizi sociali hanno affidato al nostro piccolo orfanotrofio – Casa Santa Chiara – e che solo dopo pochi mesi era stata adottata da una mamma sud sudanese. Qui è possibile l’adozione di un genitore single.

Nella foto Clare insieme a Pitia, un giovane della nostra parrocchia

Come vedete nella foto Pitia, e i ragazzi sulla sfondo, vestono la maglia del gruppo PGP, pronti per andare a servire i ragazzini di strada. In merito a tale gruppo abbiamo anche ricevuto la bella sorpresa di una lettera del papa che ci ringrazia per il modo in cui portiamo il vangelo per le strade di Juba.

Prossime sfide? L’annuale football camp. Quest’anno abbiamo aggiunto una settimana per i più piccoli che giocheranno dal 9 al 14 dicembre. Tutto è pronto: cuoche, allenatori, divise e campo!! Per questa settimana abbiamo quasi 70 bambini iscritti, mentre per le settimane di gennaio sono già più di 120. Se volete sostenerci in questo progetto non esitate a contattarmi (fedgand@icloud.com) con 54 dollari si mantiene un bambino per tutto il campo. Ad ogni partecipante viene garantita una divisa sportiva, un pranzo sostanzioso per tre settimane e soprattutto “la garanzia del diritto al divertimento” che dovrebbe essere un diritto fondamentale e umano per ogni bambino anche in paesi in stato di guerra.

Cari Amici, per ora credo sia tutto. Vi ringrazio per sostenerci con le vostre preghiere e vicinanza.

Salam Takum wa shukran le itakum kullum

Abuna Federico Loro Gatluak

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